Archivi categoria: Grande guerra

Grande guerra e operai libici in Italia

La vicenda dei libici, reclutati a metà del 1917 per essere avviati al lavoro negli stabilimenti italiani carenti di manodopera, ha recentemente destato un certo interesse nella storiografia che per molto tempo l’aveva pressochè ignorata.

A metà del 1917 la situazione in Tripolitania e Cirenaica vedeva gli italiani in forte difficoltà nel controllo della colonia. Il governatore  di Tripoli D’Ameglio reputò che inviare in Italia manodopera libica potesse, oltre ad essere di sollievo per le popolazioni arabe in miserevoli condizioni di aiuto alle aziende italiane coinvolte nello sforzo bellico, un modo per togliere forze alle bande di guerriglieri che si erano sollevate contro gli italiani. Continua la lettura di Grande guerra e operai libici in Italia

Grande Guerra e caduti saronnesi. Alberto Proserpio

Alberto Proserpio (di Angelo) era nato a Barzanò, un ridente paesino della Brianza, il 28 settembre 1877.  Di professione meccanico, residente a Saronno dal 24 aprile del 1915, dove presumibilmente si era trasferito da Lentate sul Seveso, per via della moglie, Maria Basilico che a Saronno era nata.  Nel 1915 ha 38 anni ed è padre di 3 figli, due maschi e una femmina (il maggiore di anni 9, il secondogenito di anni 7 e l’ultima nata di anni 4).  La  famiglia risiede inizialmente in Piazza Umberto I (casa Buzzetti) successivamente si trasferisce nella Cascina Spinelli.

rancioL’ordine di mobilitazione generale che includeva le classi di leva più avanti negli anni scattò nel maggio 1915. Sui muri dei comuni del Regno grandi manifesti informavano delle modalità e dei tempi con cui le classi dal 1885 al 1874 dovevano presentarsi presso i Consigli di Leva. I più erano destinati alla Milizia Territoriale, quelli più validi erano inseriti nella Milizia Mobile. Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Alberto Proserpio

Grande Guerra e caduti saronnesi. Federico Borroni

Federico Borroni (di Antonio) nasce a Saronno il 30 0ttobre del 1894 e muore (registrano i documenti noti) il 4 agosto del 1915 sul Col di Lana per ferite riportate in combattimento. Soldato del 92° Reggimento che col 91° costituiva la Brigata Basilicata, unità dell’esercito che aveva il suo bacino di reclutamento nei distretti militari di Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo, Savona Varese.

$T2eC16hHJF0FFZqCuli!BRwL6GVFJ!~~60_35Sede in tempo di pace dei reggimenti è Torino. All’inizio della guerra la Brigata si trova accantonata a Longarone. Il 4 agosto 1915, 2 battaglioni del 92° Reggimento insieme ad alcuni reparti di alpini sono impegnati nella conquista del monte Rotheck. Il I° battaglione inizia la marcia di notte sotto il fuoco nemico e riesce a conquistare una cima del Rotheck che dovrà sgomberare dopo otto ore di durissimi combattimenti per i continui e insistenti contrattacchi degli austriaci. Cadono in combattimento in poche ore 1049 uomini di truppa e 39 ufficiali. Al 92° Reggimento è conferita la medaglia d’argento alla bandiera per gli strenui combattimenti sostenuti. Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Federico Borroni

Omaggio ai Combattenti. La “Giovine Italia” riconoscente

29330Nel giugno del 1920,  il raggruppamento saronnese della “Giovane Italia” (un movimento dal nome evocativo, nato nel 1917 ad opera di Ettore Cozzani, intellettuale di formazione nazionalista) pubblicò un volumetto in cui furono raccolti i nomi dei caduti e dei combattenti saronnesi della prima guerra mondiale. Furono le centinaia di pubblicazioni, come quella appena ricordata, in cui si raccoglievano i nomi dei protagonisti caduti o scampati alla tremenda carneficina, che alimentarono la politica pubblica della memoria sul conflitto mondiale.

La “Giovane Italia” –  si legge nella lettera di invito a costituire sezioni in tutte le città italiane – “si propone di raccogliere tutte le forze della nuova generazione nell’opera della Resistenza e dell’Assistenza – e sopra tutto di educare i giovinetti ad un nobile sentimento dell’italianità, e che l’induca a sempre ed in tutto fortemente sognare , pensare ed operare per la fortuna d’Italia e per la civiltà del mondo“.  L’associazione di Cozzani, che si muoveva fra “richiami mazziniani e tendenze nazionaliste”, fu accusata di propugnare un patriottismo arido, di orientamento anticlericale e ateo. Continua la lettura di Omaggio ai Combattenti. La “Giovine Italia” riconoscente

Libia Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Peloia

Giovanni Peloia (di Paolo) era nato il 10 dicembre del 1893 a Rovello (la denominazione “Porro”sarà assunta soltanto nel 1928 per celebrare il generale Carlo Porro, aiutante di Cadorna durante la prima guerra mondiale). La famiglia Peloia, composta dal padre Paolo, dalla mamma Regina Alberio e 8 figli, risiedeva a Saronno dal 24 ottobre del 1908 presso la Cascina Reina, in via Strafossato.

Colonna italiana
Colonna italiana

Reclutato nel maggio del 1914, soldato di prima categoria, è assegnato come Antonio Zaffaroni al 2° Reggimento Bersaglieri nel settembre del 1914.  Il 2° Reggimento Bersaglieri aveva la sua base di reclutamento nei distretti militari di Ancona, Como, Genova, Macerata, Napoli, Pavia, Varese, Verona ed era un reparto che poteva vantare una consolidata esperienza nelle guerre coloniali a partire dalla campagna d’Eritrea del 1895, si trova in Libia dal 1911, dall’inizio della guerra Italo-Turca.

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Libia Grande Guerra e caduti saronnesi. Antonio Zaffaroni

Gli atti amministrativi del Comune di Saronno riportano che Antonio Zaffaroni (di Luigi) era nato a Saronno il 23 ottobre 1894, in via Lura. Egli muore il 29 aprile 1915 durante una delle più tragiche battaglie coloniali, a Gasr Bu Hàdi, nella regione della Sirtica.

Il reclutamento, prima dell’ingresso in guerra nel 1915, avveniva a vent’anni. Antonio Zaffaroni, dichiarato abile di prima categoria, attestazione che veniva attribuita ai giovani in possesso di buona salute con genitori viventi e con un fratello che avesse avuto più di 12 anni si reca al Consiglio di leva l’8 maggio 1914  che il 21 settembre 1914  lo assegna al 2° Bersaglieri.

Il 2° Reggimento  Bersaglieri di cui fa parte il giovane saronnese si trovava fra i contingenti impegnati nella pacificazione della Libia. All’inizio di aprile è di stanza nella regione di Tripoli. Al comando del Colonnello Miani, il reparto fece parte della spedizione inviata a reprimere la rivolta araba della regione di Sirte.

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Grande Guerra caduti saronnesi. Don Domenico Bellavita

Domenico Bellavita (di Giovanni) nasce a Milano il 22 marzo 1887. Sacerdote a Saronno quando scoppia il conflitto mondiale, muore all’Ospedale 023 di Sondrio per malattia il 5 ottobre 1918.

Immagine giornalistica d'epoca
Immagine giornalistica d’epoca

E’ presumibile che Don Domenico Bellavita, milanese, assistente all’Oratorio maschile di Saronno, raggiungesse il 27° Reggimento della Brigata Pavia di cui fece parte alla fine del 1915. La classe del 1887 insieme a quella del 1886, erano state richiamate in autunno e la data di presentazione ai distretti militari fu prevista per il 6 novembre. La Brigata Pavia operò sul Carso, a partire dalla metà del 1917 e la conclusione della guerra la troviamo prevalentemente sull’Altipiano di Asiago.

Don Domenico fu uno dei tanti cappellani militari che si prodigarono nell’assitenza spirituale e sanitaria alle truppe. Previsti nell’ordinamento in previsione della guerra da Cadorna, il cappellano militare faceva parte insieme agli ufficiali medici e agli infermieri del  reparto sanità della Brigata. E’ certo che Don Domenico si dovette prodigare non poco nel confortare giovani che sapevano di dover morire negli attacchi sconsiderati che gli alti comandi lanciavano periodicamente contro le trincee nemiche. La Brigata Pavia, durante i 4 anni di guerra, ebbe 2304 morti e ben 8.148 feriti.

Provato dai sacrifici e dalle fatiche al fronte, Don Domenico Bellavita contrae la spagnola- Muore a 31 anni  presso l’ospedale militare di Sondrio, uno dei tanti in cui trovarono asilo i soldati ammalatisi durante la guerra. La notizia si diffuse a Saronno e nella diocesi ambrosiana con l’articolo pubblicato, il 22 ottobre 1918 sulle pagine del giornale di ispirazione cattolica “L’Italia”. Saronno ha dedicato a Don Domenico Bellavita una via della città.

Fonti:

Caduti per la Patria. Don Domenico Bellavita, in “L’Italia”, 22 ottobre 1918.

Archivio Storico Comunale di Saronno

Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Cattaneo

Giovanni Cattaneo (di Giuseppe) nasce a Saronno, il 24 aprile 1894, in Vicolo S. Marta . Frequenta le classi Tecniche del Collegio Arcivescovile.

palermoLa classe del 1894 fu richiamata nel settembre del 1915, Cattaneo, fante della Brigata Palermo – 68° Reggimento, probabilmente raggiunse il suo Reggimento direttamente sul Carso. La Brigata Palermo, inviata inizialmente a Ponte di Legno per occupare alcune postazioni al Passo del Tonale, fu trasferiata a metà ottobre del 1915 sul Basso Isonzo. Il 10 novembre si trova dislocata in località Versa. il 68° Reggimento attacca le cime 1,2,3 del S. Michele il giorno 28 novembre  per aprire alcuni varchi nei reticolati.

Egli era stato scelto – scrive il cappellano militare del Reggimento – come scudiere per far saltare i reticolati nemici con tubi di gelatina.   Al momento dell’assalto, quale anima generosa, non seppe resistere all’impeto dei compagni che al fatidico grido di “Savoia” correvano incontro al nemico per strappargli la trincea. Partì volontario ed un colpo nemico lo freddò all’istante, dopo di averlo colpito in bocca ed all’inguine.  Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Cattaneo

Grande Guerra e caduti saronnesi. Paolo Lainati

Paolo Lainati (di Bernardo) nasce a Saronno, l’11 agosto del 1898, in via Como, l’attuale Via P. L. Monti. Muore il 7 settembre 1917, per ferite riportate in combattimento, nell’ambulanza chirurgica della 2° Armata.

san1Paolo Lainati è reclutato nel 248° Reggimento di fanteria che insieme al 247° costituisce la Brigata “Girgenti”, una unità dell’esercito di recente formazione che dopo un periodo di formazione  e istruzione è inviata in prima linea nel gennaio del 1917. Nell’aprile il 248° si trova in località S. Lorenzo con il compito di attaccare quota 592.  Al 31 maggio del 1917, la brigata ha perso 105 ufficiali e 3.248 militari di truppa. Una vera decimazione. Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Paolo Lainati

Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Bianchini

Giovanni Bianchini nasce in Svizzera  il 13 agosto del 1897 da famiglia saronnese. Un caso piuttosto raro, perchè l’emigrazione nella Confederazione Elvetica dei Lombardi fra gli anni Ottanta dell’Ottocento e la Grande Guerra aveva caratteristiche di temporaneità ed era prevalentemente maschile.

301_001 stemma 65Nel 1915 aveva 18 anni, risulta iscritto nelle liste di leva del Comune di Saronno, come avveniva per i figli degli emigranti. Non sappiamo se in Italia rientrasse anche la famiglia come accadde per i numerosi emigranti lombardi che si trovavano in Svizzera al momento dello scoppio del primo conflitto mondiale. Giovanni Bianchini fu destinato al 65° Reggimento fanteria che  con il 66° Reggimento costituiva la Brigata Valtellina. Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Bianchini