Archivi categoria: Biografie

La madre di Alfredo e Antonio Di Dio medaglie d’oro della Resistenza

Rare sono le testimonianze dei genitori che persero i figli nella Resistenza. Adele Calà era nata ad Enna nel 1895. Trasferita a Palermo si era sposata con Arcangelo Di Dio Emma. I figli erano nati a Palermo:  Alfredo il 4 luglio del 1920 e Antonio il 17 marzo del 1922.  La famiglia Di Dio era giunta a Cremona, negli anni Trenta, dove Arcangelo, vice brigadiere della Polizia di Stato, era stato trasferito presso la locale Questura.

La famiglia siciliana si era “perfettamente integrata” ricordano i testimoni dell’epoca, nella città lombarda. Profondamente religiosa, Adele aveva avviato i figli ai valori cristiani. Quando, dopo l’8 settembre 1943, i figli ufficiali di carriera, non ebbero dubbi che dovevano schierarsi contro il fascismo, per la libertà. La madre non potè frapporre loro alcun ostacolo. Continua la lettura di La madre di Alfredo e Antonio Di Dio medaglie d’oro della Resistenza

Caronno Milanese o Caronno Ghiringhello? La fuga di Turati dall’Italia

Sono trascorsi novant’anni da quando Turati fuggì dall’Italia per raggiungere, prima la Corsica e poi Parigi per sottrarsi alla polizia fascista che lo cercava per condurlo a S. Vittore.

Il comitato clandestino, sovvenzionato da Rosselli e Albertini, per  aiutare gli esponenti più in vista dell’antifascismo ad espatriare si era già adoperato per la fuga di Claudio Treves, socialista riformista, fra i più invisi al fascismo milanese. La via di fuga era stata sperimentata, allontanamento da Milano per una località vicino a Varese e poi l’espatrio, il più delle volte nella vicina Confederazione Elvetica. Continua la lettura di Caronno Milanese o Caronno Ghiringhello? La fuga di Turati dall’Italia

L’ingegner Tranquillo Zerbi e la grande industria in Italia

L’ing. Tranquillo Zerbi, “direttore principale” della Fiat, progettista di motori fra i più noti in campo nazionale e internazionale, nasce a Saronno, il 2 gennaio del 1891.  Muore a Torino il 10 marzo del 1939, per una crisi cardiaca, all’età di quarant’otto anni, all’apice della carriera e della fama.

Nel 1912 Zerbi si diploma  alla Scuola di ingegneria di Mannheim, all’epoca città dell’impero germanico. In seguito si reca presso la Sulzer di Winterthur, un’azienda meccanica che aveva prodotto il primo motore diesel nel 1898. Rientra in Italia, lavora presso lo stabilimento Franco Tosi di Legnano. dove  approfondisce le conoscenze della progettazione dei motori diesel.110px-Tranquillo_Zerbi
Nel 1919 entra alla Fiat come progettista, il suo contributo è essenziale per risolvere il problema della sovralimentazione dei motori da corsa Fiat. La vittoria della casa torinese nel Gran Premio di Francia del 1922, a Strasburgo e nelle corse di Brescia e di Monza del 1923 si deve al contributo di Zerbi.
Sono gli anni in cui Giovanni Agnelli vuole fortemente la realizzazione del Lingotto. Lo stabilimento si ispirava alla fabbrica Ford di Highland Park (Detrioit): la mente del progetto è Ugo Gobbato che cerca di applicare l’organizzazione industriale del modello americano alla Fiat. Se Gobbato fu indispensabile per lo sviluppo del Lingotto, “cruciale” fu il ruolo di Zerbi per lo sviluppo degli uffici tecnici dell’intero complesso aziendale.

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Grande Guerra e caduti saronnesi. Federico Borroni

Federico Borroni (di Antonio) nasce a Saronno il 30 0ttobre del 1894 e muore (registrano i documenti noti) il 4 agosto del 1915 sul Col di Lana per ferite riportate in combattimento. Soldato del 92° Reggimento che col 91° costituiva la Brigata Basilicata, unità dell’esercito che aveva il suo bacino di reclutamento nei distretti militari di Catanzaro, Lodi, Lucca, Palermo, Savona Varese.

$T2eC16hHJF0FFZqCuli!BRwL6GVFJ!~~60_35Sede in tempo di pace dei reggimenti è Torino. All’inizio della guerra la Brigata si trova accantonata a Longarone. Il 4 agosto 1915, 2 battaglioni del 92° Reggimento insieme ad alcuni reparti di alpini sono impegnati nella conquista del monte Rotheck. Il I° battaglione inizia la marcia di notte sotto il fuoco nemico e riesce a conquistare una cima del Rotheck che dovrà sgomberare dopo otto ore di durissimi combattimenti per i continui e insistenti contrattacchi degli austriaci. Cadono in combattimento in poche ore 1049 uomini di truppa e 39 ufficiali. Al 92° Reggimento è conferita la medaglia d’argento alla bandiera per gli strenui combattimenti sostenuti. Continua la lettura di Grande Guerra e caduti saronnesi. Federico Borroni

Libia Grande Guerra e caduti saronnesi. Giovanni Peloia

Giovanni Peloia (di Paolo) era nato il 10 dicembre del 1893 a Rovello (la denominazione “Porro”sarà assunta soltanto nel 1928 per celebrare il generale Carlo Porro, aiutante di Cadorna durante la prima guerra mondiale). La famiglia Peloia, composta dal padre Paolo, dalla mamma Regina Alberio e 8 figli, risiedeva a Saronno dal 24 ottobre del 1908 presso la Cascina Reina, in via Strafossato.

Colonna italiana
Colonna italiana

Reclutato nel maggio del 1914, soldato di prima categoria, è assegnato come Antonio Zaffaroni al 2° Reggimento Bersaglieri nel settembre del 1914.  Il 2° Reggimento Bersaglieri aveva la sua base di reclutamento nei distretti militari di Ancona, Como, Genova, Macerata, Napoli, Pavia, Varese, Verona ed era un reparto che poteva vantare una consolidata esperienza nelle guerre coloniali a partire dalla campagna d’Eritrea del 1895, si trova in Libia dal 1911, dall’inizio della guerra Italo-Turca.

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Una sera con Paolo Poli al Teatro di Saronno.

Tra i tanti omaggi che si possono rendere alla sua arte quello per la padronanza della lingua italiana merita un posto significativo. L’essere nato a Firenze lo ha agevolato, e lui che sapeva essere raffinato guascone vi sé narcisisticamente riflesso, senza scendere mai a patti con la moda dei neologismi stranieri. th[10]Era il 1998, Paolo Poli era in tournée al teatro Giuditta Pasta di Saronno con i viaggi di Gulliver. Uno spettacolo imperdibile se non altro perché Swift è stato un autore a lui congeniale per il talento satirico e parodistico. Già la prima parte gli aveva permesso oltre al solito scintillante sfarzo di costumi en travesti, di sfoggiare una traboccante comicità fatta di dialoghi e battute fulminanti che avevano ipnotizzato il pubblico. Continua la lettura di Una sera con Paolo Poli al Teatro di Saronno.

STEFANO MARIA LEGNANI detto IL LEGNANINO (1661 – 1713) un diminutivo per un grande pittore

legnaninoTerzo di una dinastia di pittori che comprendevano il nonno Tommaso e il padre Giovanni Ambrogio, Stefano Maria, solo perchè ultimo nella genealogia della famiglia, fu detto il Legnanino, ma a ben considerare il suo percorso artistico e la qualità delle sue opere fu certamente il più grande e valente dei tre Legnani. Continua la lettura di STEFANO MARIA LEGNANI detto IL LEGNANINO (1661 – 1713) un diminutivo per un grande pittore

L’eredità di Giovanni Morandi

Casa Morandi, in prossimità del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, è oggi nota per essere la sede della Biblioteca civica della città.

Durante l’età moderna, fino a quando non furono attivati i collegamenti con il tramway a cavallo, il complesso di Casa Morandi fu la stazione di posta sulla strada che collegava Milano a Varese. Il Cav. Ing. Giovanni Morandi, ultimo erede della famiglia che per anni aveva gestito i servizi postali per conto degli austriaci prima dell’Unità e in seguito fino all’apertura della tratta ferroviaria Milano-Saronno, morì a Saronno il 31 gennaio del 1901, all’età di anni 82. Il padre di Giovanni era stato l’ultimo direttore delle Imperial Poste Austriache di Saronno, prima dell’Unità . Continua la lettura di L’eredità di Giovanni Morandi

Ricorre oggi il 35° anniversario della morte di Paolo Grassi

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Grande ispiratore della politica culturale pubblica milanese e italiana del secondo dopoguerra; fondatore del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler, presidente del Teatro alla Scala negli anni in cui Abbado portava la musica colta nelle fabbriche di Sesto, fu anche per un breve periodo presidente della RAI, ma le stanze di Viale Mazzini erano per lui troppo paludose e poco manageriali. In ogni momento ha portato novità di stile, freschezza e simpatia unita al rigore di scelte amministrative impeccabili.

Da socialista, fu convinto credente nei valori umani, un trascinatore che attraverso la rete degli enti locali e il decentramento ha mobilitato opinione pubblica e spettatori verso quel luogo magico della nostra vita che siamo teatro.