Tutti gli articoli di Giuseppe Nigro

Saronno 1950. Cronaca di un anno difficile

Nell’antica Roma gli annalisti, gli storici dell’epoca, si occupavano di scrivere la cronaca, il diario, del loro tempo, raccontando i fatti quotidiani. Era un modo semplice di narrare, apparentemente neutro, con il particolare che gli annalisti, talvolta, non disdegnavano di abbellire gli eventi per ingraziarsi i lettori. Nella breve cronaca riguardante il 1950 a Saronno, troverete, invece, una ricostruzione senza orpelli, senza fronzoli. Come gli antichi annalisti, però, troverete una cronologia degli eventi ricostruita con alcune fonti a stampa. 

Saronno nel giugno del 1950 perde il ruolo di seconda città della provincia di Varese. I paesi circostanti di Origgio, Gerenzano e Uboldo ritornano autonomi, riprendendo la loro autonomia amministrativa dopo circa 4 lustri. Dai 30.926 abitanti scende a 22.010. La piccola città degli amaretti fra crisi industriale e ridimensionamento amministrativo vive un periodo di crisi particolarmente destabilizzante nel clima difficile del dopoguerra. Continua la lettura di Saronno 1950. Cronaca di un anno difficile

La Società Storica Saronnese a Tempo Libri

Carissimi,

vi informo con piacere che Regione Lombardia ha accolto la nostra richiesta di partecipazione  a Tempo libri,  la prima edizione della nuova Fiera dell’editoria italiana. L’evento si terrà a Milano dal 19 al 23 aprile 2017 presso i padiglioni di Fiera Milano (Rho). Saremo ospitati presso il padiglione Spazio Regione e le pubblicazioni frutto del nostro lavoro saranno accanto a quelle di altre prestigiose Società Storiche e Associazioni culturali della regione.
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La madre di Alfredo e Antonio Di Dio medaglie d’oro della Resistenza

Rare sono le testimonianze dei genitori che persero i figli nella Resistenza. Adele Calà era nata ad Enna nel 1895. Trasferita a Palermo si era sposata con Arcangelo Di Dio Emma. I figli erano nati a Palermo:  Alfredo il 4 luglio del 1920 e Antonio il 17 marzo del 1922.  La famiglia Di Dio era giunta a Cremona, negli anni Trenta, dove Arcangelo, vice brigadiere della Polizia di Stato, era stato trasferito presso la locale Questura.

La famiglia siciliana si era “perfettamente integrata” ricordano i testimoni dell’epoca, nella città lombarda. Profondamente religiosa, Adele aveva avviato i figli ai valori cristiani. Quando, dopo l’8 settembre 1943, i figli ufficiali di carriera, non ebbero dubbi che dovevano schierarsi contro il fascismo, per la libertà. La madre non potè frapporre loro alcun ostacolo. Continua la lettura di La madre di Alfredo e Antonio Di Dio medaglie d’oro della Resistenza

Caronno Milanese o Caronno Ghiringhello? La fuga di Turati dall’Italia

Sono trascorsi novant’anni da quando Turati fuggì dall’Italia per raggiungere, prima la Corsica e poi Parigi per sottrarsi alla polizia fascista che lo cercava per condurlo a S. Vittore.

Il comitato clandestino, sovvenzionato da Rosselli e Albertini, per  aiutare gli esponenti più in vista dell’antifascismo ad espatriare si era già adoperato per la fuga di Claudio Treves, socialista riformista, fra i più invisi al fascismo milanese. La via di fuga era stata sperimentata, allontanamento da Milano per una località vicino a Varese e poi l’espatrio, il più delle volte nella vicina Confederazione Elvetica. Continua la lettura di Caronno Milanese o Caronno Ghiringhello? La fuga di Turati dall’Italia

La CEMSA e l’elettrificazione delle ferrovie

Costituita nel 1918, la società CEMSA (Costruzioni Elettromeccaniche Saronno), Società per Azioni, partecipata  per il 50% dalla Società Anonima Italiana Ing. Nicola Romeo & C. di Milano, concluse la sua vicenda in meno di tre lustri, quando il 18 febbraio del 1932, dopo ripetute svalutazioni furono avviate le procedure di fallimento.E-471

E-471

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INVITO ALLA CONFERENZA DEL PROF. GIUSEPPE NIGRO

Nell’ambito della mostra  “Gente di cuore le radici della solidarietà a Saronno”,  promossa dall’Archivio Storico del Comune di Saronno si terrà:

  Sabato 5 novembre 2016 – ore 10

Auditorium Aldo Moro, Viale Santuario 15

I POVERI A SARONNO ATTRAVERSO I SECOLI:

REALTA’ E BISOGNI

Conferenza del prof. Giuseppe Nigro

a cura del Liceo Ginnasio S. M. Legnani e Società Storica Saronnese

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Saronno e il difficile dopoguerra. Le armi della Resistenza

La consegna ufficiale delle armi da parte delle formazioni partigiane si compie con cerimonie pubbliche nella prima decade del maggio 1945. Le Brigate partigiane saronnesi, inquadrate nella Divisione Bassa Brianza, consegnano le armi a Monza il giorno 12 maggio 1945. Il comando militare alleato aveva fissato la scadenza per la consegna di tutti i tipi di armi e munizioni per il giorno 13 maggio 1945. L’ordine prevede lo sgombero pure di tutte le caserme occupate dalle forze partigiane. La caserma dei carabinieri di Saronno viene evacuata dalle forze partigiane.

Numerose sono le testimonianze fotografiche che riproducono immagini riguardanti le cerimonie ufficiali in cui i partigiani consegnano le armi alla presenza dei comandi partigiani e dei comandi alleati. Tutti però sapevano, dai protagonisti della lotta di liberazione, agli esponenti politici, agli alleati, alle ricostituite forze dell’ordine, che soltanto una parte dell’enorme arsenale in possesso dei partigiani era stato consegnato. Continua la lettura di Saronno e il difficile dopoguerra. Le armi della Resistenza

Saronno e il referendum istituzionale del 2 giugno 1946

L’Italia uscita dalla guerra è un paese prostrato, precarie sono le condizioni di vita delle popolazioni. Le distruzioni subite dall’apparato produttivo e dal patrimonio abitativo sono ingenti. In Lombardia è Milano ad aver subito i maggiori danni. Saronno nonostante alcuni bombardamenti esce dal conflitto senza danni agli edifici civili. L’aviazione alleata aveva tentato a più riprese di bombardare le fabbriche Cemsa e Isotta Fraschini e la linea delle Ferrovie Nord Milano (FNM) senza particolari risultati. Soltanto con l’incursione del 31 gennaio 1945 furono colpite le  Officine delle FNM, in prossimità della stazione di Saronno provocando distruzioni piuttosto ingenti. Le restanti strutture delle industrie saronnesi superarono la guerra senza danni e poterono così presentarsi, crisi postbellica permettendo, con un capacità produttiva intatta. La ripresa fu più rapida nel settore tessile, in particolare nel cotoniero, grazie alla collaborazione di inglesi e  americani che avendo accumulato ingenti scorte di cotone durante la guerra non lesinarono l’approvvigionamento alle industrie italiane. Continua la lettura di Saronno e il referendum istituzionale del 2 giugno 1946

L’ingegner Tranquillo Zerbi e la grande industria in Italia

L’ing. Tranquillo Zerbi, “direttore principale” della Fiat, progettista di motori fra i più noti in campo nazionale e internazionale, nasce a Saronno, il 2 gennaio del 1891.  Muore a Torino il 10 marzo del 1939, per una crisi cardiaca, all’età di quarant’otto anni, all’apice della carriera e della fama.

Nel 1912 Zerbi si diploma  alla Scuola di ingegneria di Mannheim, all’epoca città dell’impero germanico. In seguito si reca presso la Sulzer di Winterthur, un’azienda meccanica che aveva prodotto il primo motore diesel nel 1898. Rientra in Italia, lavora presso lo stabilimento Franco Tosi di Legnano. dove  approfondisce le conoscenze della progettazione dei motori diesel.110px-Tranquillo_Zerbi
Nel 1919 entra alla Fiat come progettista, il suo contributo è essenziale per risolvere il problema della sovralimentazione dei motori da corsa Fiat. La vittoria della casa torinese nel Gran Premio di Francia del 1922, a Strasburgo e nelle corse di Brescia e di Monza del 1923 si deve al contributo di Zerbi.
Sono gli anni in cui Giovanni Agnelli vuole fortemente la realizzazione del Lingotto. Lo stabilimento si ispirava alla fabbrica Ford di Highland Park (Detrioit): la mente del progetto è Ugo Gobbato che cerca di applicare l’organizzazione industriale del modello americano alla Fiat. Se Gobbato fu indispensabile per lo sviluppo del Lingotto, “cruciale” fu il ruolo di Zerbi per lo sviluppo degli uffici tecnici dell’intero complesso aziendale.

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