Saronno 1950. Cronaca di un anno difficile

Nell’antica Roma gli annalisti, gli storici dell’epoca, si occupavano di scrivere la cronaca, il diario, del loro tempo, raccontando i fatti quotidiani. Era un modo semplice di narrare, apparentemente neutro, con il particolare che gli annalisti, talvolta, non disdegnavano di abbellire gli eventi per ingraziarsi i lettori. Nella breve cronaca riguardante il 1950 a Saronno, troverete, invece, una ricostruzione senza orpelli, senza fronzoli. Come gli antichi annalisti, però, troverete una cronologia degli eventi ricostruita con alcune fonti a stampa. 

Saronno nel giugno del 1950 perde il ruolo di seconda città della provincia di Varese. I paesi circostanti di Origgio, Gerenzano e Uboldo ritornano autonomi, riprendendo la loro autonomia amministrativa dopo circa 4 lustri. Dai 30.926 abitanti scende a 22.010. La piccola città degli amaretti fra crisi industriale e ridimensionamento amministrativo vive un periodo di crisi particolarmente destabilizzante nel clima difficile del dopoguerra.

L’anno inizia con un tragico episodio. Il 1 gennaio 1950, sulla provinciale Varese – Milano, in località La Torretta, si scontrano due autocarri. L’urto è violentissimo. Vincenzo Ferroni (anni 32) e Bruno Brotti (anni 45), entrambi residenti a Saronno, risultano feriti. Brotti viene estratto agonizzante dai resti del camion e nonostante le cure ricevute, morirà qualche ora dopo all’Ospedale di Saronno dove era stato trasportato.

Il 17 gennaio 1950, giunge in città la ferale notizia che si attendeva da tempo. Diventa un atto ufficiale il fallimento della C.E.M.SA, la storica azienda di locomotive che aveva dato lustro alla città fin dalla fine dell’Ottocento. Il Tribunale di Milano respinge la domanda della proprietà di “concordato preventivo”, non ravvisando nel comportamento dell’azienda una corretta tenuta dei libri contabili. Gli amministratori sono accusati di aver occultato al controllo giudiziario “la reale situazione economica finanziaria”. I numerosi disoccupati della città sono in fermento. Molte famiglie vivono tempi grami: senza lavoro e senza reddito. La lista degli assistiti del Comune si allunga.

Verso la fine del mese di gennaio Saronno ottiene, indirettamente, la ribalta della cronache nazionali. Sui giornali compaiono i nomi dei giurati popolari convocati per il processo contro Caterina Fort, accusata di omicidio per aver ucciso, il 29 novembre 1946, la moglie e i tre figli del suo amante. E’ un delitto che all’epoca fece molto scalpore per la sua efferatezza. La Fort che fu condannata all’ergastolo aveva ucciso le sue vittime a sprangate. Fra i giurati popolari troviamo Felice Caprino, all’epoca “capostazione principale” della stazione FNM di Saronno e persona conosciuta in città. Le fotografie dei giornali ci presentano un uomo dal volto magro e affilato. Nei bar e per la strada il tema di conservazione dominante in città è quello del delitto e del testimone popolare saronnese Felice Caprino.

A Febbraio, una lieta notizia per gli operai della C.E.MSA, il rag. Carlo Nava, curatore fallimentare, ottiene dai Ministeri competenti le somme dovute ai lavoratori dell’azienda saronnese. A partire dal 15 febbraio 1950, presso il Municipio, gli operai incominciarono a riscuotere una parte delle loro spettanze.

Nuova ribalta nazionale per Saronno alla fine di marzo. Attilio Teruzzi, il gerarca arrestato a Saronno durante le giornate della Liberazione dai partigiani, condannato nel maggio del 1945 dalla Corte d’Assise Straordinaria di Milano a trent’anni di reclusione, viene liberato dalla prigionia nel carcere di Procida. Per le violenze e gli atti criminali compiuti Teruzzi aveva scontato cinque anni dei trenta previsti. Grazie alle clausole dell’amnistia Togliatti anche Teruzzi, come tanti altri, si butta alle spalle il ventennio. Rimarrà a Procida, dove la moglie americana, Yvette Blanc, per stargli vicina aveva aperto una pensione. A Saronno si continua a parlare negli ambienti partigiani di un tesoro che sarebbe stato sequestrato a Teruzzi e sparito durante il trasferimento del gerarca a S. Vittore.

Il 1 aprile 1950, si festeggia la completa elettrificazione della linea ferroviaria Milano – Varese. L’elettrificazione della tratta FNM Saronno – Malnate riduce i tempi di percorrenza fra il capoluogo regionale e Varese. L’elettrificazione della linea fra Milano e Saronno era avvenuta nel 1929, quella fra Saronno e Como nel 1938. Si recupera uno storico ritardo molto apprezzato dai viaggiatori. C’è entusiasmo e soddisfazione per il progresso compiuto che getta una vena di ottimismo fra i saronnesi.

Due i fatti rilevanti a fine aprile. A Milano crolla il fabbricato dove ha sede la lito- tipografia della Amilcare Pizzi, un’importante azienda editoriale. Crollano due piani dello stabilimento, fra i sette feriti trasportati al Policlinico, troviamo Luisa Ansaldi, una giovane saronnese di 21 anni abitante in Via Valletta, al civico numero 12. Ma l’evento che scuote di gran lunga l’opinione pubblica saronnese è il sequestro di Luigi Marazza che all’epoca aveva 43 anni. Gestore di un servizio di autonoleggio, il 26 aprile, tre sconosciuti bussano alla porta di casa per la richiesta di una corsa. Montati sull’automobile, durante il tragitto, i tre estraggono le armi e si appropriano dell’automobile del malcapitato abbandonandolo fra Solaro e Limbiate. Solo più tardi si saprà che i tre facevano parte della banda di Viale Argonne, che terrorizzava la zona dell’Ortica. L’automobile fu ritrovata senza gomme e quando i ladri furono arrestati e processati furono condannati a 67 anni di reclusione per tutti i crimini commessi. La banda dell’Ortica, temutissima all’epoca, rimase viva nell’immaginario collettivo per decenni. Nel 1966 il mito fu rinverdito dalla nota canzone di Enzo Jannacci , “Faceva il palo nella banda dell’Ortica”.

Nel maggio, nuove paure percorrono la città. Una banda di giovani malfattori, provenienti dalla Brianza, mette in atto una rapina ai danni di tre bar tabaccheria di Saronno

A metà maggio – dopo un processo che li scagiona dalle accuse di crimini di guerra per le presunte atrocità commesse nei villaggi nella zona di Minsk, durante la tragica ritirata di Russia – i russi liberano il generale Emilio Battisti, comandante della divisione alpina Cuneense e il generale Umberto Ricagno comandante della Julia. Trasferiti nel campo di prigionia 7062/11 presso Kiev, prima di essere liberati, incontrano il sergente maggiore Antonio Mottola di Saronno, ancora detenuto. La notizia commuove i saronnesi che ne aspettano la liberazione.

A fine maggio, il clero della zona di Saronno invia al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. De Gasperi, per il tramite del Cardinal Schuster un appello per richiamare all’attenzione del governo il problema della disoccupazione che caratterizza in modo drammatico il territorio. I partiti e i sindacati sono preoccupati e denunciano sulla loro stampa la gravità della situazione sociale saronnese.

All’inizio di giugno un gravissimo incidente, all’incrocio fra la via S. Giuseppe e la via Volonterio, richiama l’attenzione dei saronnesi. Un autotreno della ditta Moretti e Brianza di Varese, proveniente da Lecco, si scontra con un automezzo della ditta Visgomma di Fino Mornasco. I due autotreni demoliscono un muro “irrompendo in una casa”. “Il groviglio dei veicoli e le macerie del muro crollato ostruiscono la viabilità per una notte e un giorno. Per ripristinare la normalità intervengono i vigili del fuoco del distaccamento di Saronno e quelli del distaccamento di Varese che giungono dotati di carro attrezzi e gru.

A fine giugno muore il ferroviere Carlo Puppi di anni 47, abitante in via Pagano, che nel tentativo di prendere un treno in corso ne rimane travolto. A nulla valgono i soccorsi dei presenti, prontamente intervenuti trovano un corpo privo di vita, “orrendamente sfracellato”.

A metà luglio una delegazione di lavoratori delle ACLI di Saronno si reca a Roma per partecipare al raduno mondiale dei lavoratori cattolici. Circa 18.000 partecipanti sono in udienza dal Papa in Piazza S. Pietro.

A fine luglio gli sportivi saronnesi amanti del calcio sono in festa. La Lega Interregionale Nord Italia assegna al Saronno FBC il trofeo di disciplina per il torneo 1949/50 intitolato ai caduti di Superga. Il premio è attribuito per aver vinto il campionato di promozione che porta la squadra in Serie C.

Sempre a fine luglio, sui giornali nazionali, si legge la notizia dell’arrivo a Udine, dopo nove anni di prigionia, in Russia, del soldato saronnese Antonio Mottola, insieme ad altri 11 commilitoni. Una bella notizia che commuove tanti.

Agli inizi di agosto una nuova notizia sportiva rinfranca il clima sociale piuttosto depresso. Il commissario tecnico della nazionale italiana ciclisti, Alfredo Binda, porta i nove professionisti selezionati per il mondiale che quell’anno si corre in Belgio ad allenarsi su un circuito stradale (Gallarate – Varese – Tradate – Saronno – Busto A.) concepito per l’occasione .

A fine agosto, si gioca un’amichevole del Saronno FBC con il Mendrisio. Allo stadio di via Biffi la partita termina con un risultato schiacciante per la squadra di casa (6-0). I pochi tifosi giunti dalla vicina Svizzera tornano a casa piuttosto delusi.

All’inizio di settembre si abbatte sulla città (e su tutto il territorio del Varesotto) un fortunale di grandi intensità. In Viale Santuario, 6 si registrano i danni più gravi. I vigili del fuoco sono costretti ad intervenire per mettere in sicurezza lo stabile.

A metà settembre, sul campo di calcio di via Biffi, ha inizio il primo torneo internazionale di hockey su prato. In città, fra la curiosità dei saronnesi, circolano i giocatori di una squadra di hockey indiana.

Il 24 settembre, inizia il campionato di Serie C. Nel corso della prima giornata il Saronno batte il Casale per 3 a 2. I tifosi sono in festa.

A fine mese, un contrabbandiere viene colto da alcuni militi della Guardia di Finanza mentre lancia dieci chili di saccarina dal treno proveniente da Varese nei pressi della stazione di Saronno. Il contrabbando con la Svizzera si manterrà vivo per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta.

Il 1 ottobre, seconda giornata del campionato di serie C. Il Saronno pareggio con il Lecco (1-1).

Agli inizi di novembre, il Saronno è in trasferta a Savona. La squadra di casa batte il Saronno per 5 a 1. Grande è la delusione dei tifosi.

Agli inizi di dicembre il Saronno è di nuovo in trasferta. Questa volta a Biella il Saronno batte la squadra di casa segnando 2 goal senza subirne. I tifosi incominciano a credere che la squadra abbia buone credenziali per ben riuscire nel campionato. Entusiasmo in città.

A metà dicembre, un a buona notizia si diffonde rapidamente nelle famiglie che hanno congiunti ex dipendenti della C.E.MSA. I coniugi conte Gianni e Settimia Caproni sono obbligati dal Tribunale a versare la somma di 330 milioni. La somma è destinata dal Tribunale ai debiti di lavoro e immediatamente ripartita agli operai. In molte famiglie saronnesi, il Natale si fa meno triste.

Sul fronte dell’ordine pubblico, negli stessi giorni, viene trovata in via S. Giuseppe, il taxi di Ettore Gerosa sequestrato al malcapitato da una banda di ladri (si saprà più avanti essere provenienti da Cesano Maderno) per rapinare la filiale della Banca Popolare di Milano di Lentate sul Seveso. I ladri non potevano sapere che il serbatoio di benzina era piuttosto vuoto. Giunti in via S. Giuseppe, rimasti senza benzina, sono costretti ad abbandonare il taxi e fuggire a piedi.

L’anno si chiude con il rinvio della partita Saronno – Mortara, al 4 gennaio 1951, per impraticabilità del campo.

Come si è visto il lungo dopoguerra nel 1950 non è ancora terminato. I problemi economici e sociali sono molti. Furti e rapine a mano armata sono all’ordine del giorno. Eppure, nonostante le tante incertezze, i saronnesi sono ottimisti, e non solo perché la squadra di calcio fa sognare i tifosi.

L’andamento demografico testimonia che in città c’è fiducia nel futuro. Nel 1950 fra maschi (281) e femmine (265) nascono 546 bambini. I mesi più fertili risultano gennaio e marzo, seguono quelli di maggio giugno e luglio (cfr. Tabella riportata di seguito).

Nati 1950

Maschi

Femmine

Totale

Gennaio

37

27

64

Febbraio

19

25

44

Marzo

28

32

60

Aprile

29

23

52

Maggio

30

23

53

Giugno

20

32

52

Luglio

36

19

55

Agosto

13

23

35

Settembre

12

16

28

Ottobre

24

15

39

Novembre

27

14

41

Dicembre

6

16

22

Totale

281

265

546

La sommaria ricostruzione, senza alcuna pretesa di esaustività, è un piccolo regalo che offro agli amici nati nel 1950, sperando possa essere utile per trovare le proprie radici nel tempo. I fatti ricostruiti stanno lì a dimostrare il lungo cammino, in tutti i sensi, che è stato compiuto dalla comunità.

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