Saronno e il referendum istituzionale del 2 giugno 1946

L’Italia uscita dalla guerra è un paese prostrato, precarie sono le condizioni di vita delle popolazioni. Le distruzioni subite dall’apparato produttivo e dal patrimonio abitativo sono ingenti. In Lombardia è Milano ad aver subito i maggiori danni. Saronno nonostante alcuni bombardamenti esce dal conflitto senza danni agli edifici civili. L’aviazione alleata aveva tentato a più riprese di bombardare le fabbriche Cemsa e Isotta Fraschini e la linea delle Ferrovie Nord Milano (FNM) senza particolari risultati. Soltanto con l’incursione del 31 gennaio 1945 furono colpite le  Officine delle FNM, in prossimità della stazione di Saronno provocando distruzioni piuttosto ingenti. Le restanti strutture delle industrie saronnesi superarono la guerra senza danni e poterono così presentarsi, crisi postbellica permettendo, con un capacità produttiva intatta. La ripresa fu più rapida nel settore tessile, in particolare nel cotoniero, grazie alla collaborazione di inglesi e  americani che avendo accumulato ingenti scorte di cotone durante la guerra non lesinarono l’approvvigionamento alle industrie italiane.

Fra la seconda metà del 1945 e per tutto il 1946 fu quindi il tessile a rappresentare il settore trainante dell’industria, condizione che valse anche per le aziende saronnesi, grave invece la situazione del settore meccanico in fase di ridimensionamento. Licenziamenti delle maestranze fra il 1945 e il 1946 si ebbero alla Cemsa e alla Isotta Fraschini e solo la rinuncia da parte dei lavoratori di parte del salario impedì che i tagli di manodopera risultassero ancora più drastici. Inevitabile fu la conflittualità nelle aziende saronnesi. Tra il maggio del 1945 e il 1948 gli scioperi degli operai del settore meccanico, spesso guidati da ex partigiani, furono numerosi e s’intrecciarono con le ricorrenti agitazioni per il carovita di tutte le categorie di lavoratori. A creare problemi fu pure la contraddittoria politica salariale della CGIL che aveva stipulato un accordo interconfederale fra CGIL e Confindustria nel maggio 1946, fissando differenziali retributivi, provincia per provincia. Nonostante i prezzi dei beni di consumo fossero pressoché gli stessi, fra il capoluogo lombardo e le realtà circostanti, l’indennità di contingenza per i lavoratori saronnesi risultò in questo modo del 40% inferiore agli occupati milanesi, in quanto la città era parte della provincia di Varese.

L’Amministrazione comunale, voluta dal CLN, guidata dal medico Agostino Vanelli, dopo i primi problemi degli approvvigionamenti alimentari per assicurare alla cittadinanza l’alimentazione essenziale, fra i primi provvedimenti, cercò di rendere agibile per i piccoli saronnesi l’edificio della scuola elementare Ignoto Militi, utilizzato negli ultimi anni di guerra, dai tedeschi come infermeria e dagli alleati come caserma. Le  opere di manutenzione furono completate nella primavera del 1946 consentendo a scolari, maestre e maestri di rientrare in possesso dell’edificio.

La vita politica democratica riprese con le elezioni amministrative che a Saronno si tennero il 17 marzo del 1946. Com’è noto le elezioni amministrative non erano previste contemporaneamente in tutte le località, ma in più tornate fra il marzo e l’aprile del 1946. Le date furono decise dai prefetti in rapporto alle situazioni sociali dei territori. Saronno, insieme a circa 70 comuni della provincia ritornava alla vita democratica in quel 17 marzo 1946. Per la prima volta partecipavano al voto le donne come prevedeva il decreto legislativo luogotenenziale n° 1 del 1946 che aveva reintrodotto il sistema proporzionale per i comuni sopra i 30.000 abitanti e il maggioritario plurinominale per gli altri.

A Saronno che superava i 30.000 abitanti si votò con il sistema proporzionale. Il Decreto legislativo che avrebbe separato nuovamente i comuni di Origgio, Uboldo e Gerenzano,  riportando la situazione al 1927 quando i tre comuni  erano stati fusi con Saronno, sarebbe stato emanato soltanto dopo le elezioni amministrative e il voto del 2 giugno 1946 (Decreto Legislativo Presidenziale, n° 414 del 31.10.1946). I dati elettorali della prima scadenza elettorale  del secondo dopoguerra sono pertanto aggregati e comprendono anche i “rioni”, come all’epoca erano denominati Origgio, Uboldo e Gerenzano.

Gli iscritti nelle liste elettorali risultarono 22.597. Esercitarono il diritto di voto 19.190 (uomini 9.596, donne 10.574) degli aventi diritto al voto (l’84,9%), percentuale che si allineava con quanto andava accadendo sul piano più generale. La DC conquistava la maggioranza assoluta con 10.410 voti, confermando per Saronno quegli orientamenti politici che avevano contraddistinto la storia amministrativa locale prima della dittatura fascista. La sinistra che si era presentata in modo unitario, con una lista che si denominava CSA (Concentrazione delle Sinistre) ottenne 6.635 voti, pari al 34,57% dei votanti. Le donne esercitarono il diritto di voto acquisito nella stessa misura degli uomini. Il ricostituito consiglio comunale di Saronno elesse sindaco il rag. Piero Alliata, esponente della DC. In provincia di Varese furono le liste di sinistra a conquistare il maggior numero di comuni (73 su 116). La lotta amministrativa nei centri maggiori fu il banco di prova che consentì ai ricostituiti partiti di massa di misurarne il peso politico.

Alle elezioni del 2 e 3 giugno 1946, i partiti giunsero pertanto avendo sostenuto la prova elettorale delle amministrative in cui avevano provato la capacità delle rispettive organizzazioni. Agli elettori furono consegnate, contemporaneamente, la scheda per il referendum, per decidere sulla forma di stato (riguardante la scelta fra Monarchia e Repubblica) e quella per l’elezione dei deputati che avrebbero dovuto far parte dell’Assemblea Costituente. Con questa seconda scheda si votava il partito e si poteva esprimere la preferenza ai candidati presentati in lista, secondo un ordine frutto delle indicazioni espresse dalle federazioni provinciali e dalle rispettive segreterie nazionali dei partiti. I seggi erano assegnati su base rigorosamente proporzionale.

A Saronno la competizione fu accesa, come andava accadendo nel resto d’Italia. Il sentimento repubblicano dei socialisti e dei comunisti, degli azionisti era manifesto, non altrettanto si poteva dire della DC che al suo interno era divisa fra l’orientamento repubblicano dell’ala più avanzata del partito e quello monarchico dei settori legati alla chiesa. La testimonianza più autorevole di questa spaccatura, sul piano locale, la rese anni dopo don Adolfo Asnaghi, promotore del foglio dal titolo, “Segno – Settimanale giovanile della DC”. Don Asnaghi era un sacerdote giunto a Saronno negli anni della guerra, ospitato presso il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Insieme ai giovani raccoltisi intorno a lui che contribuivano alla redazione del periodico, animò la scelta repubblicana del mondo cattolico saronnese. Anni dopo fu lo stesso don Asnaghi a ricordare quanto era accaduto: “Senza faziosità, si voleva la Repubblica, e ciò attirò a me parecchi rimbrotti ecclesiastici, mutatisi, dopo l’esito del plebiscito, in compiacimento per sostenere che la Chiesa non era stata per la monarchia (bugia)“.

Scheda Referendum Istituzionale 2 giugno 1946
Scheda Referendum Istituzionale 2 giugno 1946

A Saronno votarono per il referendum istituzionale 20.170 elettori (9.596 uomini e 10.574 donne). Il dato, come si è detto è aggregato comprendente il voto dei “rioni” di Origgio, Uboldo e Gerenzano. La partecipazione al voto referendario non si discosta da quanto era accaduto alle elezioni amministrative.  Votarono a favore della Repubblica 12.366 elettori mentre 6.418 furono i voti per la Monarchia.

Per l’Assemblea Costituente  i voti ottenuti dalla DC furono 10.647 (55,59)%, la somma dei risultati di PSIUP, PCI, PRI, Pd’Az fu pari a voti 8.039 (41,98%. La comparazione dei risultati di lista con il voto del Referendum istituzionale fa emergere uno scarto di 4.327 voti. Sono i voti dell’elettorato DC  favorevole alla Monarchia. Ciò nonostante, con il voto favorevole del 61,30% dell’elettorato, la vittoria della Repubblica a Saronno era inequivocabile , di gran lunga superiore a quel 54,3% ottenuto a livello nazionale. La città voltava pagina con il passato.

Il dati del referendum incominciarono ad essere resi pubblici soltanto il 5 giugno 1946, la notizia che le italiane e gli italiani avevano votato a favore della Repubblica, si diffuse per il paese l’11 giugno 1946.  Erano stati necessari ben sette  giorni per il conteggio delle schede, per la raccolta e verifica dei voti provenienti dalle circoscrizioni prima che il risultato fosse ufficializzato.

Nel tardo pomeriggio del 10 giugno 1946, alle ore 18.00, il primo presidente della Corte di Cassazione, Giuseppe Pagano, nella Sala della Lupa di Montecitorio, di fronte ai membri del governo, con “voce sommessa” e in una atmosfera caratterizzata da ” un alto silenzio”, prese la parola e recitò la formula di rito: “La Corte avendo esaminati i verbali trasmessi da tutti gli uffici circoscrizionali, dà atto che alla Repubblica e alla Monarchia sono stati attributi, rispettivamente in ciascun collegio,  i seguenti voti“. La lettura dei dati ufficiali durò circa dieci minuti, subito dopo il presidente Pagano sciolse la seduta. La cerimonia  che segna ” la nascita della Repubblica” fu “breve e austera.

Nella notte del 10 giugno la notizia si diffuse nelle sedi politiche e sindacali di Roma. La CGIL unitaria decise per il giorno successivo, martedì 11 giugno, di celebrare l’avvento della Repubblica con l’astensione generale dal lavoro in tutta Italia. La segreteria nazionale della CGIL invitò le Camere del Lavoro territoriali  a partecipare alle manifestazioni popolari per dare solennità all’evento e trasformarlo in un momento di “festa, di fraternizzazione e di unità nazionale”, nel rispetto delle “consuete eccezioni per i servizi pubblici, alimentari, sanitari indispensabili”, ricordava la nota sindacale. La storia dell’Italia repubblicana iniziava con una festa di popolo.

 

Elezioni amministrative Saronno 17 marzo 1946

Elettori 22.597

 

  Totale Votanti 19.190 84,9%
Elettori uomini 10.762 47,62% Uomini   9.125   47,55%
Elettrici donne 11.835 52,37% Donne 10.065 52,44
Liste/Gruppi VOTI %  
 

DC

10.410 54,24%
CSA (Sinistra) 6.635 34,57
Schede nulle 521   2,71%

 

Referendum istituzionale 02/06/1946 | Area ITALIA | Circoscrizione COMO-SONDRIO-VARESE | Provincia VARESE | Comune SARONNO (Fonte: Archivio Storico Comune di Saronno. Ufficio Elettorale)

 

Elettori 22.502 Totale Votanti 20.170 89,64% Voti validi Monarchia   6.418 (31,81%)
Uomini   9.596 Voti validi Repubblica 12.366 (61,30%)
Donne 10.574
Voti nulli          2
Schede nulle       201
Schede bianche   1.183

 

Assemblea costituente 02/06/1946 | Area ITALIA | Circoscrizione COMO-SONDRIO-VARESE | Provincia VARESE | Comune SARONNO (Fonte: Ministero dell’Interno, Archivio Storico delle elezioni).

Elettori 22.502 Totale Votanti 20.170 89,64% Voti validi Monarchia   6.418
Uomini   9.596 Voti validi Repubblica 12.366
Donne 10.574
Schede non valide (bianche incluse)   1.016
Schede bianche      400
Liste/Gruppi VOTI %      
 

DC

10.647 55,59
PSIUP 5.864 30,62
PCI 1.813 9,47
BLOCCO NAZ.LIBERTA’ 228 1,19
UN.DEMOC.NAZIONALE 218 1,14
PRI 189 0,99
PARTITO D’AZIONE 173 0,90
P.CONTADINI D’ITALIA 22 0,11
Totale votanti   19.154

Totale Risultati Referendum istituzionale

Ente Numero scheda SI NO Numero elettori Numero votanti Schede bianche Schede non valide
ITALIA 1 12718641 10718502 28005449 24946878 1146729 1509735

Referendum 02/06/1946 | Area ITALIA

Elettori 28.005.449
Quesito
1.REFERENDUM SULLA FORMA ISTITUZIONALE DELLO STATO
Votanti 24.946.878 89,08% Voti validi 23.437.143
Schede bianche 1.146.729 Schede non valide (bianche incl.) 1.509.735
Repubblica 12.718.641 54,27% Monarchia 10.718.502 45,73%

Referendum 02/06/1946 | Area ITALIA | Circoscrizione COMO-SONDRIO-VARESE

Elettori 786.720
Quesito
1.REFERENDUM SULLA FORMA ISTITUZIONALE DELLO STATO
Votanti 715.755 90,98% Voti validi 664.481
Schede bianche 43.928 Schede non valide (bianche incl.) 51.274
Repubblica 422.557 63,59% Monarchia 241.924 36,41%

Referendum 02/06/1946 | Area ITALIA | Circoscrizione COMO-SONDRIO-VARESE | Provincia VARESE

Elettori 327.255
Quesito
1.REFERENDUM SULLA FORMA ISTITUZIONALE DELLO STATO
Votanti 296.734 90,67% Voti validi 277.200
Schede bianche 16.844 Schede non valide (bianche incl.) 19.534
Repubblica 184.728 66,64% Monarchia 92.472 33,36%

Eletti alla Costituente nel Collegio di Varese – Como – Sondrio

Democrazia Cristiana P.S.I: P.C.I:
Luigi Morelli

Ezio Vanoni

Giovanni Del Curto

Enrico Tosi

Mario Martinelli

Celestino Ferrario

Francesco Buffoni

Adriano Bernardi

Lelio Basso

Riccardo Momigliano

Enrico Mariani

 

Giuliano Pajetta

 

Fonti:

  • La vittoria repubblicana consacrata dal “referendum” garantita dal Governo), in “Corriere della Sera”, 11 giugno 1946.
  • Asnaghi, Una fucina di idee a Saronno, in N. Villa, La Resistenza e i saronnesi, Editrice Monti, 19915, p. 159.
  • Archivio Storico Comune di Saronno.
  • Ministero dell’Interno, Archivio Storico delle elezioni.

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